Oggi finalmente riposo!!! Dopo giorni di tour de force ho un momento per raccontare seriamente cosa abbiamo fatto.
Dunque: dopo il mitico viaggio di 65 ore abbiamo fatto un weekend turistico per Cocha, sconsiglio il city sight-seeing, é una cavolata infame, meglio un giro nella cancha (il mercato piú grande del Sud America ragazzi!!!). Poi vista Casa Patiño, altra cosa decisamente turistica e il Cristo della Concordia (come quello di Lisbona e Rio, ma quello di Cocha é il piú grande...). Non so sta a voi, io preferivo una messa piena di cholite (= donne indigene) e un bel giro per il prado e le feste. Qui infatti festeggiano tutti i giorni, sempre musica a palla (la notte é dura dormire) e giostrine e banchini ovunque!!! Poi iniziamo il lavoro, come ho detto. I bimbi disabili sono fortissimi, anche se non é proprio il mio lavro ogni giorno vado meglio e mi affeziono di piú. Soprattutto grazie alla mitica infermiera Orieta, che ha un pelo cosí sullo stomaco e sa amare davvero questi bimbi!
Il gruppo ogni tanto entra in crisi per divergenza d'interessi, ma in generale se la viaggia bene. In ogni caso tutti hanno partecipato alla coa, cioe il rito quechua alla Pachamama (a proposito di questo mi sono presa un raffreddore della miseria e mi sono persa la coa, mentre Fabio, Chiara e i due SC = Servizio Civile bevevano chicha in un centro sociale, cacchio).
Oggi giornata speciale! Nonostante il mio resfriado e la febbre vado alla cancha e ovviamente mi compro il vestito tipico da cholita, finendo in fondo al mercato dove poca gente parla spagnolo e ci sono feti di lama essiccati appesi un po' ovunque (sempre per la coa), carne allucinante, yucca, frutta, scarpe...insomma di tutto! Arrivo in fondo e trovo una bancarella con una signora gentilissima che mi adatta su misura una blusa (di quelle che si usano qui tutte ricamate) e una gonna, che qui chiamano "poyera", tipica delle donne indigene, mi faccio convincere ad indossarle e a girare cosí vestita per la cancha, tutti mi dicono "linda cholita, chaca cholita!". Avevo paura che si offendessero, invece ridono, m sono felici e mi fanno tutti i complimenti, anche se sono pallida come la morte e non ho le bellissime trecce agghindate che portano qui!
Dopodiché incontro con il Movimento Senza Terra, gente con i controcoglioni, aiutata da Caritas a riprendersi la terra che da 500 anni gli rubano e da un secolo i vari dittatori hanno regalato a amici e parenti di origine non certo americana... Don Moises, América, Doña Asunta, Alberto León e Don Segundino ci hanno raccontato cosa significa non avere da coltivare e non poter comunicare ne lottare contro un sistema fortemente ingiusto. Per loro Evo Morales é davvero una manna... domani andremo con loro in un villaggio sulle Ande, Tres Cruces, e mi faró raccontare tutto sulla loro cultura quechua e sulla whipala.
Adesso devo andare che ho chiuso le altre ragazze fuori dalla camera!!!
Baci da Cbba!!!